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Quando ti senti giù
Ci sono giorni in cui ti senti più giù… senza un motivo preciso. Non hai voglia di fare. Non hai energia. In quei momenti non serve cambiare tutto. 🌿 Una cosa semplice che puoi fare oggi: 👉 esci 5 minuti 👉 respira aria fresca 👉 senza telefono 👉 E se hai preparato il roll-on "Accoglienza e cuore" che abbiamo visto per questi momenti… usalo oggi. Anche solo per fermarti e respirare. Non risolve tutto. Ma ti riporta un po’ a te. 💛 Se senti che questo momento ti appartiene…

Katia Huskic-Wiesner
25 magTempo di lettura: 1 min


Ricomincio da me
Ti capita mai di svegliarti con un peso sul cuore? E l’unica cosa che vorresti fare è rimanere a letto… e chiuderti un po’ dal mondo. Come se anche solo iniziare la giornata fosse troppo. A me sì. E per tanto tempo ho pensato che fosse qualcosa da combattere. Da superare subito. Da nascondere. Poi ho capito che più cercavo di ignorarlo… più diventava forte. Ora, quando succede, non mi forzo. Faccio una cosa molto semplice. Mi do un piccolo spazio. Anche solo pochi minuti. 🌿

Katia Huskic-Wiesner
4 magTempo di lettura: 1 min


Mi riaccendo piano
Ci sono momenti in cui non hai voglia di fare niente. Non perché sei pigra. Non perché non hai forza di volontà. È proprio come se dentro… si fosse abbassato tutto. L’energia. La motivazione. Anche le cose che prima ti facevano stare bene. E magari da fuori non si vede nemmeno. Continui a fare il tuo. Ma dentro senti fatica… anche nelle cose più semplici. A me è capitato. E in quei momenti ho capito una cosa importante: non serve forzarsi a stare meglio. Serve iniziare da qua

Katia Huskic-Wiesner
3 magTempo di lettura: 1 min


23 Marzo
Ci sono notti in cui il respiro cambia. Non è profondo. Non è libero. È corto… trattenuto. Come se qualcosa dentro non volesse lasciar andare. A volte ti svegli sempre alla stessa ora. Tra le 3 e le 5 del mattino. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, questa è l’ora dei polmoni. Il momento in cui il corpo lavora sul respiro… ma anche sulle emozioni. I polmoni non servono solo a respirare. Servono a lasciare andare. E sono profondamente legati alla tristezza trattenuta. L’a

Katia Huskic-Wiesner
23 marTempo di lettura: 1 min
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