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🌳 Another Self, le nostre radici e ciò che scegliamo di lasciare andare

27 ago
Tempo di lettura: 8 min

Qualche giorno fa vi avevo parlato della serie Another Self.

Una serie che mi ha fatto riflettere molto sulle costellazioni familiari, sulle nostre radici e su tutto ciò che, consapevolmente o inconsapevolmente, possiamo portare con noi della storia della nostra famiglia.

E oggi voglio tornare proprio lì. 🌿

Quante volte nella nostra vita ci accorgiamo di ripetere qualcosa?

Una paura che non sappiamo spiegare.

Un modo di vivere le relazioni.

La difficoltà a ricevere.

Il bisogno di occuparci sempre di tutti.

Un rapporto complicato con il denaro.

La paura dell'abbandono.

Il sentirci responsabili della felicità degli altri.

E magari ci domandiamo:

“Perché continuo a comportarmi così, anche se so che mi fa soffrire?”

Le costellazioni familiari propongono una possibile chiave di lettura: alcuni schemi possono essere osservati anche all'interno della storia e delle dinamiche della nostra famiglia.

Questo non significa che ogni nostra difficoltà derivi dagli antenati, né che esista una spiegazione “magica” per ciò che viviamo.

Ma qualche volta guardare indietro può aiutarci a comprendere meglio il presente.


🌳 NOI SIAMO ANCHE UNA STORIA CHE VIENE DA LONTANO

Prima di noi ci sono stati i nostri genitori.

Prima di loro i nostri nonni.

Poi i bisnonni.

E andando ancora indietro troviamo uomini e donne dei quali forse non conosciamo nemmeno il nome.

Persone che hanno amato, sofferto, perso qualcuno, affrontato guerre, povertà, migrazioni, malattie, separazioni e rinunce.

Ma anche persone che hanno riso, costruito famiglie, avuto coraggio, ricominciato e continuato a vivere.

Ed è proprio grazie a quella lunghissima catena di vite che oggi noi siamo qui.

Questa consapevolezza, per me, è già molto potente.

Perché spesso, quando pensiamo alla nostra famiglia, ci concentriamo sulle ferite.

Ma dalle nostre radici non arrivano soltanto ferite.

Arrivano anche forza, resilienza, creatività, capacità di amare, coraggio e vita.


❤️ PRENDERE LA VITA SENZA DOVER PRENDERE TUTTO IL RESTO

C'è un concetto delle costellazioni familiari che ultimamente mi sta facendo riflettere molto.

Possiamo simbolicamente dire ai nostri genitori e ai nostri antenati:

“Da voi prendo la vita. E vi lascio ciò che appartiene alla vostra storia.”

È una frase semplice, ma per me racchiude tantissimo.

Perché amare qualcuno non significa necessariamente dover portare i suoi pesi.

Onorare la propria famiglia non significa doverne ripetere la storia.

E comprendere ciò che è accaduto prima di noi non significa giustificare tutto.

Possiamo riconoscere ciò che è stato e, nello stesso tempo, scegliere:

“Da qui in avanti, io voglio fare diversamente.”


🌿 MADRE, PADRE E IL NOSTRO MODO DI STARE NEL MONDO

Proprio in questi giorni ho incontrato un'altra immagine simbolica che mi è piaciuta moltissimo:

Madre = flusso e capacità di ricevere

Padre = struttura e direzione

Flusso + struttura = prosperità

Non la considero un'equazione scientifica, ma una metafora sulla quale vale la pena riflettere.

Perché possiamo domandarci:

So ricevere oppure mi sento sempre in dovere di dare?

So mettere dei confini?

Quando qualcosa arriva nella mia vita riesco a custodirlo?

So scegliere una direzione oppure lascio che siano gli eventi a decidere per me?

E soprattutto:

Quanto del mio modo di vivere queste cose assomiglia a ciò che ho visto nella mia famiglia?

Non servono necessariamente risposte immediate.

A volte una buona domanda può semplicemente aprire uno spazio dentro di noi.


🕯️ UNA LETTERA AI MIEI ANTENATI

Ho deciso di dedicarmi un momento particolare.

Accenderò una candela. 🕯️

Metterò in diffusione un olio essenziale che sento vicino a me, probabilmente Incenso.

Spegnerò il telefono.

Mi prenderò qualche minuto per respirare.

Poi prenderò carta e penna e scriverò una lettera ai miei antenati.

Non per chiedere loro qualcosa.

Non per cancellare il passato.

Ma per poter dire:

“Vi vedo.Vi riconosco.Vi ringrazio per la vita.Prendo ciò che di buono è arrivato fino a me e scelgo di non continuare a portare ciò che non mi appartiene.”


🌿 SE VOLETE FARLO ANCHE VOI

Non serve un giorno particolare e non serve conoscere nei dettagli il proprio albero genealogico.

Se sentite che questo piccolo rituale vi appartiene, preparate semplicemente uno spazio tranquillo.

🌿 Accendete una candela.

🌿 Diffondete un olio essenziale che amate. Potete scegliere Incenso, Rosa, Magnolia, Balance o semplicemente quello che in quel momento vi fa stare bene.

🌿 Spegnete il telefono.

🌿 Respirate qualche minuto prima di iniziare.

E soprattutto:

Non scrivete per “fare bene l'esercizio”.

Non esiste una lettera giusta o sbagliata.

Scrivete quando sentite che il cuore è pronto.

Potete iniziare semplicemente con:

“Cari antenati…”

e poi lasciare andare la penna.


✍️ COSA POTETE METTERE NELLA VOSTRA LETTERA?

Ringraziateli innanzitutto per la vita.

Anche se alcune storie familiari sono state difficili.

Anche se ci sono state cose che non comprendete o che ancora oggi fanno male.

Senza tutte le persone che sono venute prima di noi, noi non saremmo qui.

Potete poi riconoscere ciò che le generazioni precedenti possono aver attraversato:

guerre, povertà, migrazioni, perdite, malattie, sacrifici, paure...

Non serve conoscere tutto.

Possiamo semplicemente riconoscere che ognuno ha fatto ciò che poteva con la propria storia e con le risorse che aveva.

Poi pensate anche ai doni che avete ricevuto:

La forza.

La capacità di rialzarvi.

La creatività.

Il coraggio.

L'amore.

La resilienza.

Il senso della famiglia.

Perché anche nelle storie più difficili può esserci qualcosa che è arrivato fino a noi e che desideriamo conservare.

E infine chiedetevi:

Quale peso sento di portare che non desidero più portare?

Quale schema della mia famiglia non voglio più ripetere?

Che cosa voglio invece conservare delle mie radici?


🌱 E POI FATEVI UNA DOMANDA DIVERSA

Questa è forse la domanda che mi emoziona di più:

Che tipo di antenata voglio diventare io?

Perché un giorno anche noi saremo parte della storia di qualcuno.

I nostri figli.

I nostri nipoti.

E le generazioni che verranno dopo di noi.

Allora il lavoro sulle nostre radici non riguarda soltanto il passato.

Riguarda anche ciò che scegliamo di lasciare dopo di noi.

Io vorrei lasciare meno paura.

Meno sensi di colpa.

Meno pesi tramandati senza sapere nemmeno perché.

E vorrei lasciare:

più libertà,

più amore,

più fiducia,

più consapevolezza,

più capacità di scegliere la propria strada.


💌 UN ESEMPIO DI LETTERA AI PROPRI ANTENATI

Se sentite il desiderio di scriverla ma non sapete da dove iniziare, vi lascio una traccia.

Non deve essere copiata parola per parola.

Leggetela, sentite quali frasi vi appartengono e poi lasciate che siano il vostro cuore e la vostra storia a guidare la penna.


Cari antenati,

oggi mi rivolgo a tutti voi che siete venuti prima di me.

Ad alcuni di voi ho voluto bene e conosco la vostra storia.

Di altri conosco soltanto il nome.

E di molti non so nulla.

Eppure so che, attraverso ognuno di voi, la vita ha continuato il suo viaggio fino ad arrivare a me.

E per questa vita vi dico grazie.

Riconosco che prima di me ci sono state storie che forse non conoscerò mai.

Ci sono stati amori, gioie e nascite, ma anche perdite, paure, sacrifici, separazioni, malattie, difficoltà e momenti in cui avete semplicemente fatto ciò che potevate con quello che avevate.

Oggi scelgo di guardare la vostra storia con rispetto.

Non devo comprenderla tutta.

Non devo giudicarla.

Non devo nemmeno aggiustarla.

Voi siete venuti prima e io sono venuta dopo.

Da voi prendo ciò che di più grande mi avete trasmesso:

la vita.

Prendo anche la forza, il coraggio, la capacità di rialzarsi, l'amore, la creatività e tutti quei doni che, generazione dopo generazione, sono arrivati fino a me.

E vi ringrazio.

Ma oggi scelgo anche di lasciare a voi ciò che appartiene alla vostra storia.

Le vostre paure.

I vostri sensi di colpa.

Le vostre ferite.

Le vostre mancanze.

Le vostre battaglie.

Le responsabilità che non sono mie.

Non ho bisogno di portare i vostri pesi per appartenere alla nostra famiglia.

Posso amarvi.

Posso onorarvi.

Posso ricordarvi.

E nello stesso tempo posso scegliere una strada diversa.

Cara mamma, da te prendo la vita, il nutrimento e la capacità di ricevere.

Caro papà, da te prendo la vita, la forza, la struttura e la direzione per andare nel mondo.

Oggi vi porto entrambi nel mio cuore.

Prendo le mie radici e scelgo la mia strada.

Mi concedo di vivere pienamente la vita che attraverso di voi è arrivata fino a me.

Mi apro alla serenità.

All'amore.

Alla salute.

Alla sicurezza.

All'abbondanza.

Alla prosperità.

Alla possibilità di ricevere senza sentirmi in colpa.

E scelgo di non trasmettere a chi verrà dopo di me quei pesi che posso riconoscere e trasformare nella mia vita.

Ai miei figli, ai miei nipoti e alle generazioni che verranno desidero lasciare più libertà, più amore, più fiducia e meno paura.

Desidero diventare anch'io, un giorno, un'antenata che abbia lasciato qualcosa di buono dietro di sé.

Non una storia perfetta.

Una storia più consapevole.

Cari antenati,

vi vedo.

Vi riconosco.

Vi onoro.

E vi ringrazio per la vita.

Ciò che appartiene a voi lo lascio con rispetto a voi.

Ciò che appartiene a me lo prendo con amore e responsabilità.

E con la vita che mi avete trasmesso, ora scelgo di andare avanti.

Verso la mia strada.

Verso la mia serenità.

Verso la mia prosperità.

Grazie. ❤️


🌿 E DOPO AVER SCRITTO LA LETTERA?

Quando avete terminato, rileggete lentamente la vostra lettera una sola volta, possibilmente ad alta voce.

Non abbiate fretta.

Se una frase vi emoziona, fermatevi e respirate.

Se arrivano delle lacrime, lasciatele arrivare. Se invece non provate nulla di particolare, va bene anche così.

Non deve succedere qualcosa di straordinario.

Questo non è un rito magico capace di cambiare il passato.

È semplicemente uno spazio che scegliamo di dedicarci per guardare le nostre radici, ascoltare ciò che sentiamo e scegliere con maggiore consapevolezza come vogliamo continuare il nostro cammino.

Poi chiudete gli occhi, appoggiate una mano sul cuore e fate tre respiri profondi.

Potete concludere dicendo:

“Grazie per la vita che è arrivata fino a me.Onoro ciò che è stato.Tengo con me l'amore e ciò che mi fa bene.Lascio andare ciò che non desidero più portare.E ora scelgo di vivere la mia vita.”


💌 COSA FACCIO DELLA LETTERA?

Io non la brucerei immediatamente.

La piegherei e la conserverei per qualche giorno in un luogo speciale.

Può essere dentro il vostro diario, in una scatola, accanto a una fotografia della vostra famiglia o semplicemente in un posto che per voi abbia un significato.

E poi lasciatela lì.

Non è necessario rileggerla continuamente.

Dopo qualche giorno, quando sentirete che è arrivato il momento, potrete decidere liberamente che cosa farne.

Potete conservarla, se sentite che rappresenta qualcosa che volete portare con voi.

Oppure potete strapparla o bruciarla in sicurezza, se per voi quel gesto rappresenta simbolicamente il lasciare andare.

Non esiste una scelta migliore dell'altra.

E soprattutto, non è necessario bruciare la lettera perché qualcosa “funzioni”.

Il valore di questa esperienza non sta nella carta.

Sta in ciò che avete riconosciuto mentre scrivevate.


🌳 PRIMA DI SPEGNERE LA CANDELA...

C'è ancora una cosa che farei.

Mi porrei un'ultima domanda:

“Da domani, quale piccola cosa posso fare diversamente per onorare ciò che ho scritto questa sera?”

Perché possiamo scrivere le parole più belle del mondo.

Possiamo accendere una candela.

Possiamo scegliere un olio.

Possiamo emozionarci davanti alla nostra storia.

Ma poi arriva il giorno dopo.

Ed è proprio lì che possiamo iniziare a trasformare una consapevolezza in qualcosa di concreto.

Magari mettendo un confine che non abbiamo mai avuto il coraggio di mettere.

Accettando di ricevere senza sentirci immediatamente in debito.

Dicendo un no.

Dicendo un sì.

Smettendo di sentirci responsabili di qualcosa che non dipende da noi.

Oppure semplicemente scegliendo di trattarci con un po' più di amore.

Perché, alla fine, il vero passaggio non avviene sulla carta.

Avviene nella vita che scegliamo di vivere dopo. 🌳❤️

Non possiamo cambiare ciò che è stato prima di noi.

Ma possiamo guardarlo.

Possiamo provare a comprenderlo.

Possiamo scegliere cosa desideriamo continuare a portare.

E possiamo decidere che cosa, invece, non vogliamo più ripetere.

Forse è proprio questo uno dei messaggi che Another Self ha lasciato a me:

Le nostre radici fanno parte di noi, ma non devono necessariamente decidere dove cresceranno i nostri rami. 🌳

E questa sera, davanti alla mia candela, partirò proprio da qui:

“Cari antenati, grazie per la vita.Da qui in avanti, scelgo io come viverla.” 🌿❤️

Katia


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